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sabato 17 marzo
Pro Patria - Ascanio Celestini

Pro Patria
Scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini
I morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune,
non temono i processi.
i morti perché non possono finire in galera.
gli ergastolani perché dalla galera non escono più.
Chi ruba una mela finisce in galera anche se molti pensano che rubare una mela è un reato da poco.
E chi ruba due mele? chi ne ruba cento? quando il furto della mela diventa un reato? c’è un limite? c’entra con la qualità della mela? la legge è uguale per tutti e i giudici non si mettono a contare le mele.
La statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. non è una bilancia per pesare la frutta.
Sono le parole di un detenuto che sta scrivendo il discorso. Un discorso importante nel quale cerca di rimettere insieme i pezzi della propria storia, ma anche di una formazione politica avvenuta in cella attraverso i tre libri che l'istituzione carceraria gli permette di consultare.
Chiede aiuto a Mazzini. Un Mazzini silenzioso e sconfitto.
Quand’è che l'avete capito che era finita, Mazzini?
Quando finisce la rivoluzione?
Finisce a Roma nel ’49 con la fine della repubblica?
O con le insurrezioni degli anni ’50?
Con le impiccagioni e le fucilazioni di Belfiore che faranno guadagnare a Francesco Giuseppe il soprannome dell’impiccatore?
Con l’insurrezione di Milano del ’53?
Qualche migliaio di uomini che assaltano caserme e posti di guardia e sperano nella diserzione dei soldati ungheresi che invece non ci pensano proprio.
alla fine vengono giustiziati in 16.
Quella volta Marx scrisse che la rivoluzione è come la poesia, non si fa su commissione.
quando è che avete pensato "siamo sconfitti", Mazzini?
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